Maker Faire Europe 2016 – Scopri, Inventa, Crea #MFR16

Marie Curie era solita dire: “Rilascerò tutte le mie scoperte online ed opensource!” #open #mfr16 #makersinhistory

La Maker Faire Europe 2016 si conferma la fiera più grande d’Europa dedicata ai giovani inventori, alle start up, alle aziende della new economy, a giovani imprenditori, a studenti di scuole di secondo grado ed universitari, che nei loro settori di competenza tecnologica sono dei veri e propri innovatori.

Giunta quest’anno alla quarta edizione occupa ben sei padiglioni dello spazio espositivo della fiera di Roma a via Portuense. La prima edizione romana si svolse all’auditorium Parco della Musica, ma a giudicare dalla superficie occupata nell’edizione di quest’anno il successo di questa fiera si è rivelato veramente esponenziale nei pochi anni in cui si svolge nella capitale italiana.

L’affluenza di pubblico è stata decisamente numerosa, ma due soli giorni sono veramente pochi. Non soltanto giovani studenti, fortunati compagni di scuola degli inventori espositori, ma anche tantissimi genitori che accompagnavano i propri figli a toccare con mano la scienza e la tecnologia di tante invenzioni divenute realtà.

A farla da padrone nella maggior parte dei padiglioni, come potete osservare dalla galleria di foto che pubblichiamo, sono le stampanti 3D.

Stampanti tridimensionali delle più disparate dimensioni, da quella disponibile per essere usata con il proprio smartphone, di dimensioni contenute e poco più grandi di un telefono, a quelle di dimensioni esorbitanti, montate su tralicci alti più di tre piani di un palazzo.

Le stampanti tridimensionali hanno raggiunto oggi un’ottima evoluzione. Ormai sono utilizzate in tantissime attività quotidiane, e non  soltanto da aziende di produzione. Sono in grado di realizzaare oggetti con i più disparati materiali. Come potete vedere dalla foto-gallery i materiali spaziano dai polimeri, alla plastica, al legno, all’argilla, al metallo fuso, e finanche ad acqua e farina impastati per realizzare nuove forme di pastasciutta, al posto delle tradizionali trafile in bronzo, per gustare la nuova #3DPasta.

Il mondo delle stampanti 3D è oggi fonte di reddito per aziende che si muovono nell’indotto che queste hanno creato. Ad esempio molte sono quelle che forniscono i pezzi di ricambio, ma anche molte quelle che producono i materiali di consumo riciclando la plastica raccolta, che viene trasformata in “inchiostro” fuso.

Tra i tanti espositori molti sono coloro che alla testina delle stampanti 3D hanno sostituito puntali da taglio per l’incisione del legno, oppure scalpelli per scolpire la pietra o il marmo, frese per tagliare e sagomare,  oppure sottili fili di metallo riscaldato, che montati al posto dell’estrusore, le hanno trasformate in perfette macchine per la lavorazione e la scolpitura 3D del polistirolo espanso.

Una delle più interessanti applicazioni di queste macchine innovative, sono quelle nel campo dell’ortopedia, dove vengono utilizzate in combinazione con scanner per l’acquisizione delle forme anatomiche nello spazio, per realizzare replicando fedelmente la parte del corpo umano per la creazione di tutori su misura per bloccare gli arti, o il busto.

Altri utilizzi pratici le vedono impiegate per la creazione di prodotti  nel campo della moda e degli accessori femminili. Fra gli espositori vi sono diversi stilisti che realizzano abiti su misura fatti in plastica, o gioielli e monili dalle forme evidentemente innovative e futuristiche. Questi robot, moderni scultori su tre assi, sono divenuti i perfetti strumenti utilizzati anche dai designer di tutto il mondo, che si spingono costantemente nella creazione di oggetti d’arredo, lampade,  o di mobili. Ma anche di biciclette o auto e moto veicoli ultraleggeri.

Più che delle stampanti, queste macchine sembrano dei veri e propri robot. Indipendentemente dalle loro dimensioni, sono tutte controllate da processori, che collegati ad attuatori di movimento sono a lora volta programmabili e controllabili da computer.

La maggior parte degli inventori, e dei programmatori, adottano le innovative schede  Arduino, o RaspBerryPi. Con quest’ hardware collegato alle tante schede aggiuntive, i giovani “Makers” realizzano le proprie invenzioni nel campo l’elettronica, della meccanica, della fisica, dell’ottica e delle telecomunicazioni.

Moltissimi sono gli stranieri presenti nella fiera, che vengono a Roma per cogliere spunti o trovare partner, o anche investire su questi giovani inventori, che armati di coraggio e spirito di iniziativa trovano nel Maker Faire un’opportunità per far conoscere la propria attività. Non tutti hanno la fortuna di essere aiutati dai dipartimenti scientifici delle proprie università, dove lavorano a progetti di ricerca, o alle tesi di laurea, e non tutti sono già imprenditori di successo. La maggior parte sono proprio studenti delle scuole secondarie che espongono i loro lavori, realizzati durante le esercitazioni svolte durante l’anno scolastico.

Tra le tante innovazioni presentate proprio dagli studenti di istituti superiori della regione Lazio, Basilicata, Campania e Puglia la fanno da padrone i robot, i dispositivi di telesoccorso, quelli per il tracciamento grazie ai moduli GPS, che si possono aggiungere alla scheda Arduino, e quelli per applicazioni legate allo sport ed al tempo libero.

Ricordiamo che i Maker sono appassionati di tecnologia, educatori, pensatori, inventori, ingegneri, autori, artisti, studenti, chef, artigiani 2.0, insomma tutti coloro che creano e stupiscono con la forza delle proprie idee. Sono persone che, con un forte approccio innovativo, creano prodotti per avvicinare la nostra società a un futuro più semplice e divertente.

Il loro motto è “fai da te” ma soprattutto “facciamo insieme”. Sono, infatti, una comunità internazionale presente in oltre 100 paesi e condividono informazioni e conoscenze sia attraverso il web sia attraverso veri e propri luoghi fisici, i cosiddetti Fab Lab.

I makers, oggi, vengono identificati come un vero e proprio movimento culturale dalle enormi potenzialità sul piano dello sviluppo sociale e economico, grazie alla loro capacità di esplorare nuove strade o semplicemente di percorrere in modo “moderno” quelle esistenti.

Non è necessario essere grandi economisti, ma, considerato ciò che sono in grado di fare, talvolta realizzando invenzioni molto prima e molto più innovative di quelle che riescono a progettare i reparti di Ricerca e Sviluppo delle grandi aziende multinazionali, si può tranquillamente affermare che essendo un fenomeno sociologico di notevole portata, legato alle comunità open source, i Maker daranno vita alla prossima rivoluzione industriale.

Ricordiamo che la stessa scheda Arduino è un piccolo hardware open source e a basso costo che ha permesso a questo movimento di crescere esponenzialmente  a livello mondiale in pochissimi anni.

Fra le tante novità di quest’anno spicca a nostro avviso la proposta, presentata al nostro inviato da Ulisse Cammino, collaboratore della Atlantis Informatica Srl di Roma, la ditta che propone VINCI, Modular Core Platform for Embedded And Wearable Application. Un hardware realizzato in linea con il fenomeno del making, che ha dato vita anche a piattaforme di prototipazione rapida, come VINCI, che garantiscono la realizzazione di prototipi elettronici in tempi molto rapidi. Non si può dire lo stesso del tempo necessario alla trasformazione in un componente adatto alla commercializzazione in un vero prodotto. La piattaforma Vinci è nata con lo scopo di facilitare il processo di industrializzazione di un prodotto embedded o wearable, riducendo e semplificando gli aspetti successivi alla prototipazione. Vinci è più di una piattaforma di prototipazione, basata su un design modulare, che permette di aggiungere funzionalità al Microcontroller principale, semplicemente collegando su di esso un modulo opzionale. Niente saldature, niente fili. Sia il controller che i moduli sono già certificati e pronti per la produzione di massa.

Oltre al 3D Printing e Scanning, alle applicazioni Arduino, sono più di 900 espositori che offrono soluzioni che spaziano dai Droni, alle applicazioni scientifiche per la biologia, o la #HomeFarming, l’ #OpenSourceNature, l’educazione, le nuove energie ecosostenibili, i giochi elettronici e meccanici, le applicazioni musicali, e quelle per i giochi dei bambini, l’acquariologia, la salute e la cura del corpo, l’Internet delle cose, la cucina, la domotica, l’agricoltura, l’aereospaziale, lo sport.

 

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