{"id":517,"date":"2016-04-29T15:24:02","date_gmt":"2016-04-29T13:24:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.funmagazine.it\/?p=517"},"modified":"2016-10-16T01:19:56","modified_gmt":"2016-10-15T23:19:56","slug":"la-corte-di-cassazione-si-e-espressa-sulle-intercettazioni-via-trojan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.funmagazine.it\/?p=517","title":{"rendered":"La Corte di Cassazione si \u00e8 espressa sulle intercettazioni via trojan"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.funmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/troyanos_informaticos.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-518\" src=\"http:\/\/www.funmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/troyanos_informaticos.png\" alt=\"troyanos_informaticos\" width=\"276\" height=\"204\" \/><\/a>I trojan sono classificati notoriamente come virus informatici. Ma sempre pi\u00f9 spesso sono utilizzati consapevolmente come veicoli per inoculare dei codici, o dei software malevoli, nei dispositivi informatici delle \u201cvittime\u201d al fine di ottenerne il controllo nascosto, per portare a termine delle indagini o delle intercettazioni.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nI trojan, o spyware, quando hanno questi scopi, sono anche definiti \u201ccaptatori informatici\u201d, &#8220;agenti incursori&#8221;, o anche pi\u00f9 genericamente &#8220;virus autoinstallanti&#8221;. Per la prima volta, dopo tanti anni di utilizzo silenzioso, la Germania, la Gran Bretagna e l&#8217;Italia hanno aperto un dibattito sull&#8217;utilizzo da parte dei loro governi e delle loro forze dell&#8217;ordine di questi strumenti informatici, come codici malevoli in grado di accedere a tutta la attivit\u00e0 fatte su un qualsiasi dispositivo informatico: computer, smartphone, tablet ecc.<\/p>\n<p>I captatori informatici, una volta inseriti nel sistema operativo della vittima, sono in grado infatti di prenderne il pieno controllo.\u00a0 Ad esempio se installati su un cellulare consentono di controllare di nascosto comunicazioni telefoniche, e-mail, chat, foto, Skype, navigazione Web, e tutti i file contenuti nella memoria del dispositivo, o anche attivare microfono e fotocamera anche col telefono in stand-by per utilizzarli come intercettatori ambientali.<\/p>\n<p>Sono pertanto degli strumenti potentissimi ma utilizzati sotto silenzio. Nessuno parla. Difficilmente sono menzionati nei processi in cui l&#8217;uso viene comunque autorizzato.<br \/>\nIl primo uso documentato in Italia \u00e8 del 2004, ma ufficialmente se ne parler\u00e0 nel 2010 in una prima sentenza ufficiale.<\/p>\n<p>Nel 2011 ne viene identificato l&#8217;utilizzo da parte della polizia federale tedesca ad opera di un gruppo di hacker che ne scopre l&#8217;utilizzo.<\/p>\n<p>Nel 2015, la societ\u00e0 italiana Hacking Team, che produce spyware e software di intercettazioni per clienti in Italia e all&#8217;estero, dicihara di aver subito un attacco informatico attuato da ignoti pirati informatici, che hanno rubato codici sorgenti dei loro software di spionaggio.<br \/>\nLa notizia ha destato non poco clamore, anche perch\u00e8 gli hacker hanno poi reso disponibili sulla rete internet i sorgenti trafugati, con il rischio che chiunque ne sia entrato in possesso li utilizzi, o li modifichi a proprio piacimento.<\/p>\n<p>Fino a ieri esistevano la sentenza nr. 27100 del maggio 2015, della Corte di\u00a0 Cassazione, che equipara l&#8217;utilizzo dei trojan per attivare da remoto il microfono di un dispositivo ad una intercettazione ambientale vera e propria, pertanto autorizzabile con maggiori restrizioni, prevedendo anche l&#8217;obbligo di dichiarare i luoghi, i tempi ed i modi in cui essa avviene. Di contro un&#8217;altra sentenza del marzo 2016 dava maggiori libert\u00e0 per tale tipo di intercettazioni, perch\u00e8 legate, nel caso di specie a reati di criminalit\u00e0 organizzata.<br \/>\nSull&#8217;utilizzo dei trojan, a carattere investigativo (anche per casi di mafia ed antiterrorismo), si sono pronunciate ieri le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che hanno sviluppato una decisione che poi sar\u00e0 vincolante per le casistiche successive, non appena verr\u00e0 depositata la nuova Sentenza, che da comunque il via libera all&#8217;utilizzo per reati di criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p>Le leggi in materie sono alquanto contradditorie, o comunque ancora carenti di una vera e propria regolamentazione per l&#8217;utilizzo di questi sistemi, temuti da chi li ritiene inaccettabili, per la libert\u00e0 dei cittadini, soprattutto se la legge ne\u00a0 autorizzasse l&#8217;uso per reati minori.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 2015 il decreto antiterrorismo, in una sua prima stesura, includeva la possibilit\u00e0 di usare i trojan per &#8220;tutti&#8221; i reati, parte poi stralciata dallo stesso Renzi.<br \/>\nAltri disegni di legge, sotto altra forma, ne hanno poi riproposto l&#8217;utilizzo chiarendo l&#8217;obbligo di dichiararne l&#8217;uso nei decreti di autorizzazione alle intercettazioni ambientali ed informatiche, in modo che anche l&#8217;indagato possa esserne a conoscenza in caso di processo, cos\u00ec che anche la sua difesa, a tutela dei diritti costituzionali, possa fare controdeduzioni. Tutto ci\u00f2 presume che anche gli stessi trojan siano classificabili, omologabili, certificabili,\u00a0 verificabili e documentabili, durante qualsiasi fase di utilizzo.<br \/>\nIn Germania sono stati gi\u00e0 adottate norme e software spyware, da utilizzarsi solo nei casi di reati che minaccino la vita o le libert\u00e0 di terzi, soltanto per accedere a chat, email e telefonate. Di contro in Gran Bretagna avanza la proposta, nota come Ip Bill, che autorizzerebbe l&#8217;uso degli incursori digitali anche per spiare persone non direttamente indagate, ma utili per raccogliere informazioni su altri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I trojan sono classificati notoriamente come virus informatici. 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