{"id":500,"date":"2016-04-25T16:35:37","date_gmt":"2016-04-25T14:35:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.funmagazine.it\/?p=500"},"modified":"2016-10-16T01:17:56","modified_gmt":"2016-10-15T23:17:56","slug":"mobbing-terrore-psicologico-sul-posto-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.funmagazine.it\/?p=500","title":{"rendered":"Mobbing: terrore psicologico sul posto di lavoro"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Con la parola Mobbing si intende una forma di terrore psicologico sul posto di lavoro, esercitata attraverso comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti, da parte di colleghi o superiori. La vittima di queste vere e proprie persecuzioni si vede emarginata, calunniata, criticata: gli vengono affidati compiti dequalificanti, o viene spostata da un ufficio all\u2019altro, o viene sistematicamente messa in ridicolo di fronte a clienti o superiori. Nei casi pi\u00fa gravi si arriva anche al sabotaggio del lavoro e ad azioni illegali. Lo scopo di tali comportamenti pu\u00f2 essere vario, ma sempre distruttivo: eliminare una persona divenuta in qualche modo \u201cscomoda\u201d, inducendola alle dimissioni volontarie o provocandone un motivato licenziamento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p><!--more--><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si tratta di una materia solo recentemente teorizzata, ma ben nota, pi\u00f9 vicino alla nostra vita di quanto non avremmo mai immaginato. Chi di noi infatti vive o ha mai vissuto la sua vita lavorativa senza conflitti e senza problemi? Allora siamo dunque tutti vittime di Mobbing? La risposta \u00e8, ovviamente, no. Se il vostro capoufficio arriva in ritardo, arrabbiato perch\u00e8 la macchina l\u2019ha piantato in asso in mezzo ad un incrocio, e voi gli ricordate che deve fare una telefonata fastidiosa o gli riferite l\u2019esistenza di un problema, allora avrete novantanove probabilit\u00e0 su cento di venire trattati male e di sentirvi umiliati e feriti. Una cosa \u00e8 per\u00f2 certa: non siete vittime di Mobbing, ma solo di azioni che chiameremo <i>mobbizzanti<\/i>: azioni fastidiose, anche dure e poco gradevoli, ma legate a fattori situazionali (una giornata storta, un mal di testa, un problema privato, o altro da parte vostra o di chi vi lavora accanto) e quindi momentanee. Se invece per qualche ragione il modo di fare prepotente del capoufficio o i pettegolezzi dei colleghi o i comportamenti aggressivi diventano un\u2019abitudine, cio\u00e8 se le azioni mobbizzanti diventano regolari, sistematiche e di lunga durata, allora si pu\u00f2 parlare di Mobbing.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il Mobbing infatti si manifesta come un\u2019azione (o una serie di azioni) che si ripete per un lungo periodo di tempo, compiuta da uno o pi\u00f9 <i>mobber<\/i> per danneggiare qualcuno (che chiameremo <i>mobbizzato<\/i>), quasi sempre in modo sistematico e con uno scopo preciso. Il mobbizzato viene letteralmente accerchiato e aggredito intenzionalmente (il verbo inglese <i>to mob<\/i> significa \u201cassalire, aggredire, affollarsi attorno a qualcuno\u201d) da aggressori che mettono in atto strategie comportamentali volte alla sua distruzione psicologica, sociale e professionale. I rapporti sociali si volgono alla conflittualit\u00e0 e si diradano sempre pi\u00f9, relegando la vittima nell\u2019isolamento e nell\u2019emarginazione pi\u00f9 disperata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il Mobbing ha effetti devastanti sulla persona colpita: essa viene danneggiata psicologicamente e fisicamente, menomata della sua capacit\u00e0 lavorativa e della fiducia in se stessa. Risente spesso di sintomi psicosomatici, stati depressivi o ansiosi, tensione continua e incontrollata. L\u2019esito ultimo &#8211; e non raro &#8211; \u00e8 il suicidio: in Svezia un\u2019indagine statistica ha rivelato che tra il 10 ed il 20% dei suicidi in un anno hanno avuto come causa scatenante forme depressive dovute a Mobbing. In questo Paese, all\u2019avanguardia nello studio sul Mobbing, \u00e8 stata aperta una clinica specialistica per mobbizzati, il Mobbing \u00e8 stato dichiarato reato punibile penalmente ed i suoi effetti sono ritenuti malattia professionale. Le ricerche hanno dimostrato che il Mobbing pu\u00f2 portare ad un danno psichico o psicofisico permamente, tale da consentire una regolare richiesta di risarcimento per invalidit\u00e0 professionale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma il Mobbing non \u00e8 solo questo: esso provoca anche un sensibile calo di produttivit\u00e0 all\u2019interno dell\u2019azienda in cui si verifica: chi fa Mobbing o lo subisce fa registrare un forte calo di rendimento professionale, inoltre la vittima si assenta spesso per visite o periodi di malattia. Tale costo si ripercuote poi sull\u2019intera societ\u00e0: una vittima di Mobbing \u00e8 di solito pre-pensionata o invalidata dal lavoro, e secondo stime statistiche, un lavoratore costretto alla pensione a soli 40 anni costa gi\u00e0 1 miliardo e 200 milioni di Lire in pi\u00f9 rispetto ad uno pensionato all\u2019et\u00e0 prevista.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il Mobbing ha quindi effetti ampiamente distruttivi, complicati dal fatto che scarse e tortuose risultano le possibilit\u00e0 di difesa. Si tratta in effetti di una materia delicatissima, in cui la legislazione \u00e8 scarsa ed ambigua ed il confine tra lecito esercizio del comando ed il puro arbitrio aggressivo \u00e8 pi\u00f9 impalpabile che mai. In Italia si calcola che pi\u00f9 di 1 milione di lavoratori soffrano per Mobbing. Esistono gi\u00e0 ricorsi in giudizio per invadilit\u00e0 da vessazioni e persecuzioni sul lavoro che rientrano nella casistica del Mobbing ed alcune sentenze di risarcimento sono gi\u00e0 state pronunciate. La strada per arrivare alla dichiarazione del Mobbing come malattia professionale risarcibile e come pratica criminale punibile penalmente \u00e9 ancora lunga da percorrere. Stiamo muovendo solo ora i primi passi, ma \u00e8 una battaglia da cambattere con coraggio e determinazione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<h3 class=\"spip\">2. Le strategie del Mobbing<\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">Il Mobbing \u00e8 un fenomeno complesso, che pu\u00f2 esprimersi in vari modi e i cui attori possono comportarsi secondo canoni diversi. Tuttavia, cominciamo a renderci conto che nel Mobbing esiste una costante: la vittima \u00e8 sempre in una posizione inferiore rispetto ai suoi avversari. Inferiorit\u00e0 non riferita al potere, all\u2019intelligenza o alla cultura, ma come status: durante un lungo periodo di tempo in cui subisce Mobbing, la vittima perde gradatamente la sua posizione iniziale, cio\u00e8 perde<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">1. la sua influenza<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">2. il rispetto degli altri verso di lui<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">3. il suo potere decisionale<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">4. non di rado la salute<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">5. la fiducia in se stesso<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">6. gli amici<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">7. l\u2019entusiasmo nel lavoro<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">8. se stesso<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">9. la sua dignit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La gamma della strategie che un mobber pu\u00f2 adottare \u00e8 davvero diabolica. Ho saputo di impiegati trasferiti in uffici senza servizi igienici, impossibilitati a lasciare il proprio posto di lavoro per i bisogni fisici se non dopo umilianti telefonate; di maestre ridotte a bibliotecarie; di manager cinquantenni truffati con false promesse di riassunzione che si sono ritrovati a percepire stipendi irrisori e degradanti; di impiegate mobbizzate dal capoufficio come vendetta per i loro rifiuti di prestazioni sessuali. I casi pi\u00f9 gravi riguardano persone giunte a meditare ed a attuare il suicidio, ultimo atto di un quadro depressivo dilaniante, o esasperate al punto da pensare ad uccidere il proprio persecutore.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Come si pu\u00f2 ben immaginare, capire se una persona \u00e8 stata, \u00e8 o sta per essere mobbizzata non \u00e8 cosa semplice. Prendendo ad esempio un periodo medio di 35 anni di lavoro e ragionando a livello statistico, possiamo supporre che almeno una volta nel corso della vita lavorativa ad ognuno di noi si presenti un caso di Mobbing, indipendentemente dal fatto che sia da noi vissuto in modo passivo (cio\u00e8 se assistiamo da spettatori non coinvolti ad un caso di Mobbing nel nostro ufficio o verso un collega a noi vicino) o che invece ne abbiamo presa una parte attiva (come vittima o come mobber stesso).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Con questo vorrei evidenziare il fatto che il Mobbing non \u00e8 un fenomeno n\u00e8 estraneo e n\u00e8 marginale nella vita di qualsiasi lavoratore. Ma attenzione: ci\u00f2 non implica che sia un evento del tutto normale! Tutt\u2019altro. Il Mobbing \u00e8 un\u2019aberrazione e un abuso, che dovrebbe essere combattuto e bandito dalla nostra societ\u00e0. La mia piccola statistica vuole mostrarci invece come a dispetto di ci\u00f2 esso avvenga tranquillamente e impunemente vicino a noi, probabilmente anche con maggiore frequenza di quanto ipotizzato. Il Mobbing avviene perch\u00e8 nessuno lo impedisce: gli spettatori non tentano di fermare il mobber, e con il loro silenzio, lo favoriscono. Davanti al Mobbing infatti si tace e si fa finta di non vedere.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il perch\u00e8 non \u00e8 giustificabile, ma almeno comprensibile: la paura. Paura di essere coinvolti, di fare una brutta figura, di essere poi accusati a nostra volta di qualcosa, di avere ritorsioni di qualche genere, di perdere eventualmente il lavoro. Paura, forse, di affermare le proprie convinzioni anche a dispetto di tutti gli altri. Potremmo affermare che esiste una specie di omert\u00e0 professionale, che innalza un muro di silenzio dietro a cui il mobber pu\u00f2 agire indisturbato. Nel Mobbing, purtroppo, vale un vecchio detto: \u201cChi tace acconsente e partecipa\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il Mobbing \u00e8 dunque sempre esistito, ma solo adesso comincia a diffondersi una sua teorizzazione. Finora \u00e8 sempre stato passivamente accettato come parte del gioco. I commenti pi\u00f9 frequenti che ho ricevuto parlando di Mobbing sono stati: \u201cPurtroppo ci si deve adattare\u201d o \u201cQueste sono le regole del lavoro\u201d. Ebbene, \u00e8 veramente necessario che ognuno di noi riveda le sue convinzioni e i suoi pregiudizi. Il Mobbing non \u00e8 la regola da accettare passivamente, ma un abuso da combattere.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<h3 class=\"spip\">3. Gli attori del Mobbing<\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">Il Mobbing \u00e8 un fenomeno sociale: non pu\u00f2 avvenire da s\u00e8, ma \u00e8 fatto, subito o favorito da esseri umani. Le persone che vi prendono parte ne sono attori indispensabili, con i loro difetti, le loro idiosincrasie caratteriali, le loro paure. Il Mobbing \u00e8 un\u2019azione aggressiva, che vede necessariamente due attori: l\u2019aggressore, o mobber, e la sua vittima, o mobbizzato. In un ufficio, o in un luogo di lavoro, tuttavia, solo raramente questi due personaggi si trovano da soli l\u2019uno contro l\u2019altro. Nella stragrande maggioranza dei casi attorno a loro c\u2019\u00e8 un numero variabile di persone. Nessuna situazione di Mobbing pu\u00f2 restare inavvertita da questi cosiddetti spettatori: la sua portata \u00e8 troppo pregnante perch\u00e8 non venga in qualche modo percepita. Conseguentemente a questo, anche gli spettatori del Mobbing ne sono coinvolti: possono fare da semplice sfondo oppure parteggiare apertamente per una delle due parti<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il tratto tipico del mobbizzato \u00e8 l\u2019isolamento. La vittima di Mobbing si sente incompresa e sola di fronte al suo nemico, in una situazione senza via d\u2019uscita in cui non sa come \u00e8 entrata e spesso nemmeno perch\u00e8. In effetti, molte persone colpite si chiedono ancora oggi cosa mai avessero fatto di male, cosa fosse o sia cos\u00ec sbagliato nel loro comportamento da provocare questo odio degli altri verso di loro. \u00c8 difficile poter stilare una casistica di vittime, di trovare cio\u00e8 la persona caratterialmente pi\u00f9 propensa ad essere mobbizzata. In effetti, dal punto in cui stanno oggi le ricerche sul Mobbing, possiamo affermare che la vittima potrebbe essere chiunque e che non esiste una categoria di persone predestinata a diventare una vittima del Mobbing.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tuttavia possiamo affermare che ci sono situazioni in cui \u00e8 pi\u00f9 probabile venire mobbizzati. Pensiamo ad una persona in qualche modo diversa dagli altri: una donna in un ufficio di uomini o viceversa, una persona pi\u00f9 qualificata, pi\u00f9 giovane, pi\u00f9 brava nel lavoro, oppure il classico caso della persona nuova, magari pi\u00f9 qualificata e pi\u00f9 giovane, addirittura assunta da subito come capufficio: senz\u2019altro le possibilit\u00e0 di subire Mobbing per lui sono sicuramente maggiori. Qualunque sia la sua posizione o il suo carattere, la vittima generalmente, e almeno all\u2019inizio, reagisce al Mobbing che gli viene perpetrato, tuttavia a nulla servono i suoi sforzi: il pi\u00f9 delle volte \u00e8 la reazione stessa della vittima, in qualunque modo essa si configuri, a dare al mobber nuove argomentazioni di attacco o nuovi motivi per continuare la sua azione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il mobber, cio\u00e8 colui che inizia e continua l\u2019attacco, pu\u00f2 avere davvero mille motivi per perpetrare il Mobbing: paura di perdere il lavoro o la posizione duramente guadagnata o di essere surclassato ingiustamente da qualcun altro pi\u00f9 giovane o pi\u00f9 qualificato, o semplicemente pi\u00f9 simpatico; ansia di carriera che porta a frantumare qualsiasi ostacolo, vero o presunto, gli si pari davanti; semplice antipatia o intolleranza verso qualcuno con cui \u00e8 costretto a convivere otto ore al giorno. Il mobber classico non lascia in pace la sua vittima perch\u00e8 ritiene di riportare vantaggi dalla sua distruzione o la usa come valvola di sfogo dei suoi umori. Pu\u00f2 agire da solo o cercarsi alleati. Pu\u00f2 addirittura essere assolutamente consapevole della sua azione, mobbizzare di proposito per il gusto di farlo e pianificare per divertimento nuove strategie.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">C\u2019\u00e8 anche chi si trova quasi per caso nella situazione di mobber: \u00e8 risultato vincitore di un normale conflitto e del tutto inconsciamente continua la lotta con lo scopo di distruggere completamente la vittima. Paradossalmente queste persone non si rendono conto di quello che stanno facendo sulle loro vittime e sono le prime a mostrarsi incredule di fronte agli sviluppi della situazione. Infine ci sono le persone caratterialmente difficili, i collerici, gli autoritari, i megalomani ed i criticoni. E tutta una gamma di frustrati al di fuori del lavoro che sfogano i propri istinti repressi sui colleghi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli spettatori sono tutte quelle persone, colleghi, superiori, addetti alla gestione del personale, che non sono coinvolti direttamente nel Mobbing, ma che in qualche modo vi partecipano, lo percepiscono, lo vivono di riflesso. La funzione che lo spettatore ricopre all\u2019interno del posto di lavoro ha un\u2019importanza cruciale per lo sviluppo del Mobbing. Come il ruolo del mobber dipende crucialmente dalla sua posizione gerarchica (cio\u00e8 da quanto potere esecutivo pu\u00f2 convogliare nella sua azione mobbizzante), cos\u00ec anche quello dello spettatore diventa fondamentale nella sua capacit\u00e0 di influenza sul Mobbing: se lo spettatore \u00e8 un neo-assunto in contratto di Formazione allora \u00e8 comprensibile che potr\u00e0 fare ben poco di fronte al Mobbing; se invece \u00e8 il capo-reparto, egli ha l\u2019autorit\u00e0 di porre fine o far proseguire il processo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Se uno spettatore non agisce, molto spesso si pu\u00f2 tramutare in un altro temibile aggressore. Come dice un noto proverbio, il ladro non \u00e8 solo chi ruba, ma anche chi gli regge il sacco: ebbene, un collega che assiste al Mobbing e non lo denuncia o cerca di interrromperlo in qualche modo pu\u00f2 diventare lui stesso un mobber di riflesso, ossia un <i>side-mobber<\/i>: egli infatti favorisce il mobbing con la sua indifferenza e la sua non disponibilit\u00e0 ad intervenire. I colleghi non direttamente coinvolti hanno in mano la chiave di volta per permettere o non permettere l\u2019azione del mobber nel loro ufficio. Nel Mobbing, pi\u00f9 che in altre situazioni, chi tace inesorabilmente acconsente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<h3 class=\"spip\">4. Le fasi del Mobbing: il modello italiano Ege a 6 fasi<\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">Il Mobbing non \u00e8 una situazione stabile, ma un processo in continua evoluzione. Sulla base di ci\u00f2, gli esperti tedeschi e svedesi hanno cercato di definire gli stadi che il Mobbing attraversa, per cercare di capirne cos\u00ec i metodi e le prerogative. Il modello pi\u00f9 famoso \u00e8 quello a 4 fasi elaborato da Leymann, lo studioso che \u00e8 ritenuto il fondatore di questo nuovo ramo della Psicologia del Lavoro, che \u00e8 ampiamente presentato e discusso nei miei libri. Come ho gi\u00e0 avuto modo di affermare, tuttavia, ritengo che il modello di Leymann rifletta una percezione del Mobbing prettamente applicato alla realt\u00e0 svedese, in cui egli operava, con una valida e precisa integrazione derivata dalle sue radici culturali tedesche. Per questo motivo, presumibilmente, il modello di Leymann, oltre ad avere un\u2019indiscussa validit\u00e0 nell\u2019area scandinava, si presta in modo eccezionale all\u2019applicazione anche all\u2019interno di studi condotti in Germania. Quando mi sono trovato ad analizzare la situazione italiana, per\u00f2, mi sono reso conto che le cose stavano in modo ben diverso. Il modello di Leymann applicato in Italia lasciava infatti troppi vuoti da colmare in modo approssimativo, troppi quesiti aperti e troppe risposte prive di quell\u2019esattezza che uno studio scientifico richiede.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ci\u00f2 di cui mi sono reso conto \u00e8 stato che non era il modello ad essere inesatto (la sua validit\u00e0 era in effetti provata in modo indiscutibile), bens\u00ec erano le caratteristiche stesse della situazione italiana che male si adattavano al modello stesso, rendendolo troppo vago ed impreciso. Dunque, sono giunto alla conclusione che il modello di Leymann \u00e8 inadeguato ed inapplicabile ad una realt\u00e0 sociale come quella italiana, essendo questa per troppi versi distante ed inconfrontabile da quella germanica o nordeuropea all\u2019interno della quale, e per la quale, esso era stato elaborato. Conseguentemente ho dovuto necessariamente operare degli aggiustamenti sul modello base, per renderlo adatto all\u2019applicazione alla realt\u00e0 del Mobbing italiano. Il risultato a cui sono giunto \u00e8 stato un modello che ancora si fonda su Leymann, ma che ne costituisce un ampliamento. Il mio modello, che ho chiamato modello italiano Ege, si compone di sei fasi di Mobbing vero e proprio, legate logicamente tra loro e precedute da una sorta di pre-fase, detta Condizione Zero, che ancora non \u00e8 Mobbing, ma che ne costituisce l\u2019indispensabile presupposto. Per una maggiore comprensione, vediamo le sei fasi e la pre-fase con l\u2019aiuto di un esempio.<\/p>\n<p class=\"spip\">LA \u201cCONDIZIONE ZERO\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non si tratta di una fase, ma di una pre-fase, di una situazione iniziale normalmente presente in Italia e del tutto sconosciuta nella cultura nordeuropea: il conflitto fisiologico, normale ed accettato. Una tipica azienda italiana \u00e8 conflittuale. Sono poche le aziende che sfuggono a questa regola. Questa conflittualit\u00e0 fisiologica non costituisce Mobbing, anche se \u00e8 evidentemente un terreno fertile al suo sviluppo. Si tratta di un conflitto generalizzato, che vede tutti contro tutti e non ha una vittima cristallizzata. Non \u00e8 del tutto latente, ma si fa notare di tanto in tanto con banali diverbi d\u2019opinione, discussioni, piccole accuse e ripicche, manifestazioni del classico ed universalmente noto tentativo generalizzato di emergere rispetto agli altri. Un aspetto \u00e8 fondamentale: nella \u201ccondizione zero\u201d non c\u2019\u00e8 da nessuna parte la volont\u00e0 di distruggere, ma solo quella di elevarsi sugli altri.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vediamo un esempio pratico: un\u2019azienda di servizi che elabora programmi di computer e software. I tempi di consegna sono sempre strettissimi e i dipendenti sono continuamente sottoposti a superlavoro. Matteo \u00e8 un programmatore dipendente di questa azienda: a volte si trova in difficolt\u00e0 e indietro col lavoro, ma nessun collega pu\u00f2 e vuole aiutarlo, perch\u00e9 impegnato a gestire i suoi stessi tempi strettissimi. Inoltre, nell\u2019azienda esiste una forte competitivit\u00e0: ogni dipendente che riesce a consegnare in tempo il lavoro riceve una gratificazione, mentre chi resta indietro corre seri rischi. In conseguenza di tutto questo, i rapporti personali tra tutti i colleghi (e non solo nei confronti di Matteo) sono praticamente inesistenti e improntati a una gelida cortesia formale.<\/p>\n<p class=\"spip\">LA 1\u00b0 FASE: IL CONFLITTO MIRATO<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00c8 la prima fase del Mobbing in cui si individua una vittima e verso di essa si dirige la conflittualit\u00e0 generale. Il conflitto fisiologico di base dunque prende una svolta, non \u00e8 pi\u00f9 una situazione stagnante, ma si incanala in una determinata direzione. In questo momento l\u2019obiettivo non \u00e8 pi\u00f9 solo quello di emergere, ma quello di distruggere l\u2019avversario, fargli le scarpe. Inoltre, il conflitto non \u00e8 pi\u00f9 oggettivo e limitato al lavoro, ma sempre pi\u00f9 adesso sbanda verso argomenti privati.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel nostro esempio, Matteo riceve una cospicua gratificazione per aver portato a termine in tempo un importante lavoro. Questo suscita invidia nei colleghi che temono di venire ingiustamente surclassati: ora, pensano, il capufficio privileger\u00e0 lui invece di noi. Cominciano cos\u00ec a isolarlo e a prenderlo in giro: \u201cSei tu il fenomeno, quindi non hai bisogno di consigli da parte nostra\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p class=\"spip\">LA 2\u00b0 FASE: L`INIZIO DEL MOBBING<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli attacchi da parte del mobber non causano ancora sintomi o malattie di tipo psico-somatico sulla vittima, ma tuttavia le suscitano un senso di disagio e fastidio. Essa percepisce un inasprimento delle relazioni con i colleghi ed \u00e8 portata quindi ad interrogarsi su tale mutamento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Matteo \u00e8 ora fatto bersaglio di veri e propri attacchi: \u00e8 accusato di stakanovismo e di superbia nei confronti dei colleghi. Prima era spesso attaccato, ora ogni problema viene gettato su di lui, che \u00e8 diventato ormai il capro espiatorio dell\u2019intero ufficio: \u201cLa colpa del ritardo \u00e8 sua, voleva fare tutto da solo\u201d, \u201cNon ci ha informato per avere da solo tutto il vantaggio\u201d, \u201cQuello vuole farci le scarpe a tutti\u201d. Matteo si accorge della freddezza che improvvisamente lo circonda e comincia a chiedersi cosa mai ha fatto per meritarsela.<\/p>\n<p class=\"spip\">LA 3\u00b0 FASE: PRIMI SINTOMI PSICO-SOMATICI<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La vittima comincia a manifestare dei problemi di salute e questa situazione pu\u00f2 protrarsi anche per lungo tempo. Questi primi sintomi riguardano in genere un senso di insicurezza, l\u2019insorgere dell\u2019insonnia e problemi digestivi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A furia di interrogarsi, il nostro Matteo \u00e8 arrivato al punto che la situazione in ufficio \u00e8 diventata un chiodo fisso: non dorme pi\u00f9 bene, si sveglia spesso in preda a incubi, comincia ad avvertire tremori alle gambe quando va in ufficio e entra in una lieve depressione, poich\u00e9 vede che non riesce in nessun modo a migliorare le cose.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">LA 4\u00b0 FASE: ERRORI ED ABUSI DELL`AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il caso di Mobbing diventa pubblico e spesso viene favorito dagli errori di valutazione da parte dell\u2019ufficio del Personale. La fase precedente, che porta in malattia la vittima, \u00e8 la preparazione di questa fase, in quanto sono di solito le sempre pi\u00f9 frequenti assenze per malattia ad insospettire l\u2019Amministrazione del Personale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In seguito ai sintomi psicosomatici che avverte, Matteo va una prima volta in malattia, ma al ritorno in ufficio le cose sono anche peggio: ora i colleghi lo prendono in giro anche per avere, a loro dire, rimediato delle vacanze extra quando loro erano oberati di lavoro. Matteo cerca di resistere, ma deve chiedere altri giorni di permesso: l\u2019insonnia si \u00e8 aggravata e la depressione \u00e8 sempre pi\u00f9 profonda, non riesce a entrare in ufficio e a mettersi al lavoro. L\u2019ufficio personale, allarmato anche dal ritardo del lavoro, nota le ripetute assenze di Matteo e comincia a indagare: la soluzione pi\u00f9 facile \u00e8 inviare richiami disciplinari a una sola persona (Matteo) piuttosto che a tutto l\u2019ufficio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p class=\"spip\">LA 5\u00b0 FASE: SERIO AGGRAVAMENTO DELLA SALUTE PSICO-FISICA DELLA VITTIMA<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In questa fase il mobbizzato entra in una situazione di vera disperazione. Di solito soffre di forme depressive pi\u00f9 o meno gravi e si cura con psicofarmaci e terapie, che hanno solo un effetto palliativo in quanto il problema sul lavoro non solo resta, ma tende ad aggravarsi. Gli errori da parte dell\u2019amministrazione infatti sono di solito dovuti alla mancanza di conoscenza del fenomeno del Mobbing e delle sue caratteristiche. Conseguentemente, i provvedimenti presi sono non solo inadatti, ma anche molto pericolosi per la vittima. Essa finisce col convincersi di essere essa stessa la causa di tutto o di vivere in un mondo di ingiustizie contro cui nessuno pu\u00f2 nulla, precipitando ancora di pi\u00f9 nella depressione<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Matteo \u00e8 in piena depressione: non riesce pi\u00f9 a dormire o ad andare avanti senza pastiglie. Ora \u00e8 convinto pi\u00f9 che mai che tutto il mondo ce l\u2019ha con lui, non solo i colleghi, ma anche l\u2019azienda stessa, che lo richiama, lo rimprovera, gli nega permessi, ferie e aspettative.<\/p>\n<p class=\"spip\">LA 6\u00b0 FASE. ESCLUSIONE DAL MONDO DEL LAVORO<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Implica l\u2019esito ultimo del Mobbing, ossia l\u2019uscita della vittima dal posto di lavoro, tramite dimissioni volontarie, licenziamento, ricorso al pre-pensionamento o anche esiti traumatici quali il suicidio, lo sviluppo di manie ossessive, l\u2019omicidio o la vendetta sul mobber. Anche questa fase \u00e8 preparata dalla precedente: la depressione porta la vittima a cercare l\u2019uscita con le dimissioni o licenziamento, una forma pi\u00f9 grave pu\u00f2 portare al pre- pensionamento o alla richiesta della pensione di invalidit\u00e0. I casi di disperazione pi\u00f9 seri si concludono purtroppo in atti estremi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Matteo, ormai incapace di reggere ancora la pressione a cui \u00e8 sottoposto, si dimette. Le sue referenze per un altro eventuale impiego, non sono certo delle migliori, e comunque, prima di riprendere il lavoro, ha bisogno di riposo e di cure per uscire dal tunnel della depressione e riprendere fiducia in se stesso.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<h3 class=\"spip\">5. Il doppio-Mobbing<\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">Quello che ho chiamato Doppio Mobbing \u00e8 un\u2019altra situazione che ho riscontrato frequentemente in Italia, ma di cui non si trova traccia nella ricerca europea sul Mobbing. Come ho gi\u00e0 affermato, il Doppio Mobbing \u00e8 legato al ruolo particolare che la famiglia ricopre nella societ\u00e0 italiana.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In Italia, il legame tra individuo e famiglia \u00e8 molto forte; la famiglia partecipa attivamente alla definizione sociale e personale dei suoi membri, si interessa del loro lavoro, della loro vita privata, della loro realizzazione e dei loro problemi: virtualmente non scompare mai dall\u2019esistenza dei suoi componenti: si fa da parte, forse, ma \u00e8 sempre presente a fornire consigli, aiuti, protezione. Conseguentemente, possiamo ipotizzare che, in linea generale, la vittima di una situazione di Mobbing tenda a cercare aiuto e consiglio a casa. Qui sfogher\u00e0 la rabbia, l\u2019insoddisfazione o la depressione che ha accumulato durante una giornata lavorativa passata sotto i colpi del mobber. E la famiglia assorbir\u00e0 tutta questa negativit\u00e0, cercando di dispensare al suo componente in crisi quanto pi\u00f9 ha bisogno in termini di aiuto, protezione, comprensione, rifugio ai propri problemi. La crisi porter\u00e0 necessariamente ad uno squilibrio dei rapporti, ma la famiglia ha molte pi\u00f9 risorse e capacit\u00e0 di ripresa di un singolo, e riuscir\u00e0 a tamponare la falla.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il Mobbing, per\u00f2, non \u00e8 un normale conflitto, un periodo di crisi che si concluder\u00e0 presto. Il Mobbing \u00e8 un lento stillicidio di persecuzioni, attacchi e umiliazioni che perdura inesorabilmente nel tempo, e proprio nella lunga durata ha la sua forza devastante. La vittima soffre e trasmette la propria sofferenza al coniuge, ai figli, ai genitori per molto tempo, il pi\u00f9 delle volte anni. Il logor\u00eco attacca la famiglia, che resister\u00e0 e compenser\u00e0 le perdite, almeno per un certo tempo, ma quando le risorse saranno esaurite, entrer\u00e0 anch\u2019essa in crisi. Come un barattolo, che ha un suo limite di capienza, cos\u00ec una famiglia pu\u00f2 assorbire fino ad un certo limite i lamenti di uno dei suoi membri.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Infatti, nello stesso momento in cui la vittima si sfoga, \u00e8 come se delegasse i suoi famigliari a gestire la rabbia, la depressione, l\u2019aggressivit\u00e0, il malumore accumulati. E giorno dopo giorno, per mesi e anni, il barattolo si riempe, avvicinandosi sempre di pi\u00f9 alla saturazione. Se questo avviene, la situazione della vittima di Mobbing crolla. La famiglia protettrice e generosa improvvisamente cambia atteggiamento, cessando di sostenere la vittima e cominciando invece a proteggere se stessa dalla forza distruttiva del Mobbing. Ci\u00f2 significa che la famiglia si richiude in se stessa, per istinto di sopravvivenza, e passa sulla difensiva. La vittima infatti \u00e8 diventata una minaccia per l\u2019integrit\u00e0 e la salute del nucleo famigliare, che ora pensa a proteggersi prima, ed a contrattaccare poi. Si tratta naturalmente di un processo inconscio: nessun componente sar\u00e0 mai consapevole di aver cessato di aiutare e sostenere il proprio caro.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il Doppio Mobbing indica la situazione in cui la vittima si viene a trovare in questo caso: sempre bersagliata sul posto di lavoro e per di pi\u00f9 privata della comprensione e dell\u2019aiuto della famiglia. Il Mobbing a cui \u00e8 sottoposto \u00e8 raddoppiato: ora non \u00e8 solo presente in ufficio, ma continua, a con altre modalit\u00e0, anche dopo, a casa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<h3 class=\"spip\">6. Il Bossing<\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">Molto interessanti a questo proposito sono i casi in cui manca la prima fase, ossia quella del conflitto non ancora con caratteristiche mobbizzanti. Nella maggior parte di questi casi siamo di fronte a ci\u00f2 che si definisce Bossing, cio\u00e8 Mobbing compiuto dai superiori o dai dirigenti dell\u2019azienda, quasi sempre con lo scopo preciso di indurre il dipendente alle dimissioni. Come sappiamo, al giorno d\u2019oggi il diritto dei lavoratori rende molto difficile per un\u2019azienda licenziare qualcuno senza problemi, soprattutto quando si tratta di persone organizzate nei sindacati. Tuttavia, soprattutto in tempi di crisi, molte aziende sono costrette a ridurre il personale, o a ringiovanirlo. Il Bossing o Mobbing pianificato si configura in questi casi proprio come una precisa strategia aziendale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Durante le mie ricerche in Italia ho conosciuto vari casi di Mobbing pianificato, messo in atto dall\u2019azienda allo scopo di eliminare singole persone scomode, oppure di razionalizzare, ringiovanire o ridurre in genere il personale. Di solito l\u2019organizzazione assume atteggiamenti davvero spietati, ai limiti (e spesso oltre) della legalit\u00e0. In Italia la pratica del Bossing trova condizioni molto favorevoli per prosperare: la crisi latente e continuativa, infatti, causa necessariamente un elevato livello di disoccupazione e conseguentemente un\u2019altissima paura da parte dei lavoratori di perdere il proprio posto. In questa situazione la pressione che il datore di lavoro ha la possibilit\u00e0 di esercitare sul dipendente con la minaccia del posto di lavoro diventa facilmente uno strumento di Mobbing pianificato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In una catena di supermercati discount sono davvero rimasto senza parole davanti all\u2019estrema facilit\u00e0 e normalit\u00e0 con cui le persone scomode venivano sabotate per essere poi denunciate davanti agli altri come incapaci: ho visto tendere vere e proprie trappole, alcune veramente subdole, per assicurarsi una finta prova da esibire per giustificarsi davanti agli altri e accusare la vittima. In un\u2019azienda di questo genere con sede nel Veneto, per esempio, venivano messe in atto da parte della Direzione o dei suoi collaboratori le seguenti azioni di Bossing verso una persona particolare che doveva essere eliminata:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; gli venivano date istruzioni false o incomplete, in modo che egli era costretto a rimediare continuamente ad errori e ad \u201cimprovvisare\u201d gran parte del suo lavoro, non sapendo mai nulla con precisione;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; gli venivano spediti fax e altre comunicazioni con ordini e istruzioni anonimi che contenevano, oltre alla vera trappola, anche grossolani errori che potevano facilmente essere fatti ricadere su di lui: il fax non era firmato, in modo che non era possibile per lui difendersi dicendo di aver ricevuto tali ordini da altri;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; il primo direttore compiva apertamente verso di lui la maggioranza delle azioni mobbizzanti descritte in precedenza. La cosa era resa ancora pi\u00f9 grave dal fatto che tale direttore si permetteva di rimproverarlo con grida ed insulti davanti a persone che poi dovevano dipendere da lui, in modo che la sua autorit\u00e0 era ogni volta seriamente compromessa;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8211; venivano favoriti i conflitti e le inimicizie tra la persona presa di mira e i colleghi, mentre gli erano vietati i contatti con chi invece aveva un buon rapporto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alla fine, questa persona fu accusata di aver causato un danno ingente all\u2019azienda e licenziata in tronco. Il ricorso al Tribunale del Lavoro era impedito dal fatto che il Bossing era stato accuratamente preparato: il danno all\u2019azienda effettivamente c\u2019era stato e non era possibile in nessun modo dimostrare che non era stato lui a causarlo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<h3 class=\"spip\">7. Le conseguenze del Mobbing<\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\">Il Mobbing \u00e8 una pratica dannosa e realmente criminale: le sue intenzioni sono dettate da sentimenti profondamente distruttivi verso gli altri ed i suoi esiti sono di portata sconvolgente. \u00c8 quindi facilmente intuibile la sua potenzialit\u00e0 disgregatrice del tessuto sociale. Le conseguenze di un fenomeno di tale seriet\u00e0 sono quindi ben immaginabili per tutti, tuttavia le prenderemo in esame dal punto di vista dei due elementi che ne hanno solitamente il danno maggiore: il mobbizzato stesso e l\u2019organizzazione (cio\u00e8 il datore di lavoro in cui la vittima ha lavorato o attualmente lavora).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per la vittima il Mobbing significa prima di tutto problemi di salute, legati alla somatizzazione della tensione nervosa. Il nervosismo causa spesso palpitazioni, tremori, difficolt\u00e0 respiratorie, problemi di espressione, gastriti e disturbi digestivi. Un\u2019altra sfera dell\u2019esistenza che risente dello stress \u00e8 il sonno: incubi, sonno interrotto, insonnia. Spesso poi il mobbizzato manifesta disturbi alle funzioni intellettuali: annebbiamento della vista, difficolt\u00e0 di memoria e di concentrazione e molto frequenti sono i sintomi da pressione psicologica pi\u00f9 evidenti, come capogiri e svenimenti. Il Mobbing causa poi alla vittima anche danni finanziari, spesso di entit\u00e0 considerevole: pensiamo alle costose visite mediche specialistiche ed alle sedute psicoanalitiche, oltre alla scomparsa della regolare entrata mensile dello stipendio nei casi in cui il Mobbing sfocia nella perdita del posto di lavoro. Il Mobbing per\u00f2 causa anche danni di tipo sociale, cio\u00e8 il crollo della sua immagine sociale e la perdita di colleghi, di collaboratori o di amici che non sopportano pi\u00f9 il suo l\u2019umore depressivo o del partner che se ne va convinto che sia un fallito.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per l\u2019azienda il Mobbing ha effetti ugualmente devastanti, principalmente sul piano economico: sicuramente se un imprenditore fosse a conoscenza dei veri danni del Mobbing, lo combatterebbe con decisione e rapidit\u00e0. Ho stilato alcuni calcoli riguardo ad un caso di Mobbing in cui mi sono imbattuto. In un\u2019azienda due persone erano sistematicamente mobbizzate per vari motivi dai colleghi. Dopo sei mesi di Mobbing, una vittima aveva ridotto la sua prestazione lavorativa del 40%, un\u2019altra addirittura del 60%, e questo soltanto prendendo in considerazione il rendimento e non i disturbi di salute che le due vittime manifestavano. Gli stessi due mobbizzati in un anno avevano totalizzato uno 8 settimane di malattia e l\u2019altra ben 10 settimane. Sommando il calo di prestazioni alle assenze retribuite per malattia in un anno l\u2019azienda aveva subito in un caso una perdita del 29,2% e nell\u2019altro addirittura del 41,5%. A queste cifre ho aggiunto i costi dei sostituti durante le assenze delle vittime e la perdita di tempo lavorativo dei mobber (circa il 5% delle loro capacit\u00e0 totali erano infatti devolute alle azioni mobbizzanti, distraendoli cos\u00ec dal loro lavoro). Alla fine la perdita totale calcolata dell\u2019azienda in un anno era di ben il 190,7%.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anche per l\u2019azienda poi il Mobbing ha conseguenze che vanno ben oltre quelle &#8211; non poco importanti &#8211; dei costi. Ci sono infatti anche conseguenze gravi sul piano sociale: se i dipendenti si dimostrano scontenti delle condizioni di lavoro a cui sono costretti e ne parlano al di fuori, l\u2019immagine della ditta ne risente inevitabilmente e la concorrenza pu\u00f2 approfittarne.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra entit\u00e0 che viene gravemente danneggiata dal Mobbing, la societ\u00e0 stessa. Pensiamo ad un mobbizzato costretto a protratte assenze per malattia. L\u2019INPS, ente statale e quindi finanziato dalla comunit\u00e0, eroga denaro all\u2019azienda affinch\u00e8 questa persona sia regolarmente retribuita; non solo: la USL, anche questa statale, contribuisce alle spese per le visite mediche, le analisi, le terapie e gli eventuali interventi di altro genere necessari allo stato di salute della vittima del Mobbing.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Procediamo tuttavia alle estreme conseguenze a cui il Mobbing pu\u00f2 portare una sua vittima, cio\u00e8 a un caso di invalidit\u00e0 professionale permanente. Il mobbizzato \u00e8 giunto ad uno stato fisico o psichico in cui non pu\u00f2 pi\u00f9 svolgere normalmente alcun tipo di lavoro (esaurimento nervoso, depressione cronica, etc). In situazioni di danni permanenti alla salute, la vittima pu\u00f2 essere costretta al pre-pensionamento in et\u00e0 ancora relativamente giovane. Anche in questo caso i costi per la societ\u00e0 sono enormi: non si deve infatti considerare solo la pensione che riceve con 10-20 anni di anticipo rispetto alla normale et\u00e0 pensionabile a cui sarebbe sicuramente arrivato se non fosse stato mobbizzato. Pensiamo anche ai contributi sullo stipendio che non versa pi\u00f9 e alla perdita sociale della risorsa umana relativa alla sua attivit\u00e0 lavorativa che non svolge pi\u00f9: in pratica, possiamo affermare che la sua forza lavorativa non \u00e8 pi\u00f9 al servizio della societ\u00e0 con molti anni di anticipo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le ricerche europee sono arrivate ad una stima approssimativa del danno economico che un pre-pensionamente a 40 anni causa alla societ\u00e0: la cifra si aggira su 1 miliardo e 200 milioni di Lire. Una cifra da capogiro, a cui va aggiunto il costo della persona che, non producendo pi\u00f9, occupa per\u00f2 un posto in ospedale o ad una visita specialistica, od ad una seduta di terapia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anche l\u2019ambiente della vittima subisce un danno da Mobbing: spesso gli umori altalenanti o insopportabili del mobbizzato riescono a far saltare i nervi anche ai familiari ed agli amici. Immaginiamo una coppia in cui uno dei due partner cominci a subire Mobbing: diventerebbe intrattabile, sempre di malumore e depresso; le sue prestazioni sessuali lascerebbero a desiderare, balzerebbe sul letto in piena notte in preda agli incubi e sveglierebbe anche il partner. Porterebbe a casa i suoi problemi sul lavoro; a volte per cercare di liberarsene si darebbe all\u2019alcol, o al fumo; forse diventerebbe violento. Ce n\u2019\u00e8 abbastanza per separarsi. Anche un divorzio &#8211; mi sembra corretto &#8211; \u00e8 da includere all\u2019interno dei costi a carico della societ\u00e0 dovuti al Mobbing.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel 1996\/97 \u00e8 stata condotta la prima ricerca sul Mobbing in Italia da parte di PRIMA Associazione Italiana contro Mobbing e Stress Psicosociale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.proteo.rdbcub.it\/spi\/pi\/2000-2__035.gif\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"294\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A 301 vittime di Mobbing \u00e8 stato sottoposto un questionario specifico che riguardava gli effetti e le modalit\u00e0 del terrorismo psicologico che subivano o avevano subito sul posto di lavoro. Ecco alcuni dei risultati della ricerca:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>IL SETTORE DI PROVENIENZA DELLE VITTIME DI MOBBING<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Pi\u00f9 del 38% delle vittime intervistate provengono dal settore dell\u2019industria produttrice di beni\/servizi, mentre un altro forte riscontro del Mobbing si ha nella pubblica amministrazione (oltre 21%).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">All\u2019interno del mondo industriale o del terziario \u00e8 ben evidente un certo orientamento verso il profitto, che si traduce di solito nella filosofia secondo cui chi produce di pi\u00f9 viene anche maggiormente gratificato. Possiamo dunque avanzare l\u2019ipotesi secondo cui esiste una forte relazione tra Mobbing e ambizione. Poich\u00e8 pi\u00f9 si produce e pi\u00f9 si ricevono gratificazioni, \u00e8 possibile che un impiegato carrierista ed ambizioso ricorra al Mobbing per liberarsi di un collega molto bravo sul lavoro, che \u00e8 o potrebbe diventare un pericoloso concorrente nella corsa alla promozione. Nell\u2019amministrazione pubblica, invece, solitamente hanno molto peso i favoritismi di ogni tipo, famigliare, politico, etc. Ci\u00f2 pu\u00f2 portare alla spiccata tendenza ad eliminare chiunque non faccia parte della \u201cfamiglia\u201d, e che quindi costituisce con la sua semplice presenza, una denuncia al sistema. Un altro motivo di insorgenza del Mobbing negli uffici pubblici inoltre penso possa essere rintracciato nel diffuso sentimento di \u201cnoia\u201d di cui tanti impiegati e lavoratori soffrono. In effetti, spesso il personale \u00e8 in esubero, e quindi il lavoro che ognuno deve svolgere occupa solo una parte del suo orario. Per il resto del tempo si deve restare sul posto di lavoro ad annoiarsi, e prendere in giro un collega diventa troppo spesso un passatempo.<b> <\/b><\/p>\n<p class=\"spip\">L\u2019ET\u00c0 DELLE VITTIME DI MOBBING<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quasi la met\u00e0 (48%) delle vittime di Mobbing si trovano nella fascia d\u2019et\u00e0 compresa tra i 41 ed i 50 anni, mentre pochissime vittime hanno meno di 30 anni. La fascia d\u2019et\u00e0 compresa tra i 41 ed i 50 anni \u00e8 in ogni caso delicata e ricca di problemi: ci si trova in una fase di transizione e trasformazione, dalla freschezza giovanile all\u2019esperienza dell\u2019et\u00e0 matura e, come se ci\u00f2 non bastasse, si pu\u00f2 avere anche molti nemici. Molte ditte, per esempio, quando decidono di puntare sulla dinamicit\u00e0 o perlomeno di voler dare questa immagine di s\u00e8, tendono a privilegiare i dipendenti giovani a scapito di quelli pi\u00f9 maturi. Inoltre esiste un certo pregiudizio secondo cui un dipendente di una certa et\u00e0 non sarebbe in grado di produrre come uno giovane. Queste impressioni sono confermate dalla naturale tendenza dei giovani, soprattutto se nuovi assunti, a proporre idee e sperimentare metodi rivoluzionari, mentre, comprensibilmente, un impiegato pi\u00f9 anziano tende a lavorare con routine e a percorrere strade che gi\u00e0 ben conosce. Inoltre, su questo substrato si salda anche un fattore di tipo puramente economico: il neo-assunto, soprattutto al primo impiego, tende a non avere troppe pretese a livello di trattamento economico, cosa che non si pu\u00f2 dire di una persona che ha gi\u00e0 vent\u2019anni di esperienza. Un altro \u201cnemico\u201d per questa fascia d\u2019et\u00e0 sono i contratti di formazione: essi permettono all\u2019azienda di assumere un giovane con uno stipendio abbastanza basso e senza eccessivo impegno. Cos\u00ec all\u2019azienda potrebbe sembrare pi\u00f9 vantaggioso liberarsi di un dipendente tradizionale e dare il suo posto ad un contratto di formazione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.proteo.rdbcub.it\/spi\/pi\/2000-2__036.gif\" alt=\"\" width=\"317\" height=\"278\" align=\"top\" border=\"1\" hspace=\"6\" vspace=\"6\"><\/p>\n<p class=\"spip\">LA DURATA E LA FREQUENZA DEL MOBBING<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Mettendo a confronto la durata del Mobbing con la frequenza con cui viene perpetrato, si riscontrano due dati piuttosto sorprendenti:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u2022 una vittima che soffre da pi\u00f9 di due anni sotto una situazione di Mobbing viene mobbizzata pi\u00f9 frequentemente. Questo avviene perch\u00e9 tutti sono ben consapevoli riguardo a chi sia la vittima e quindi hanno acquisito l\u2019abitudine a \u201csparare\u201d sempre contro la stessa persona. In pi\u00f9 una vittima che \u00e8 tale da anni ha ormai perso con il tempo la sua forza di resistenza e la sua difesa \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 debole e meno efficace. Dunque mobbizzare una persona in queste condizione \u00e8 meno rischioso per il mobber, che pu\u00f2 \u201cosare\u201d di pi\u00f9 senza riportare conseguenze.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u2022 una vittima che si trova nel terrore psicologico da meno di due anni pu\u00f2 essere bersagliata in modo molto intenso oppure al contrario solo raramente. Il Mobbing \u00e8 molto intenso all\u2019inizio, perch\u00e8 il mobber tenta cos\u00ec di piegare fin da subito la resistenza della sua vittima e mettere subito in chiaro chi sia \u201cil pi\u00f9 forte\u201d. In questa maniera la vittima potrebbe perdere subito coraggio, rimanere intimidita e quindi non tentare pi\u00f9 di difendersi. Dall\u2019altra parte, il mobber potrebbe decidere di agire con frequenza minore per provare la reazione di difesa della vittima, oppure perch\u00e8 ancora la teme e la rispetta. In quest\u2019ultimo caso il Mobbing diverr\u00e0 pi\u00f9 frequente e intenso man mano che il rispetto ed il timore del mobber verso la vittima calano e cresce cos\u00ec il coraggio del mobber all\u2019azione.<\/p>\n<p class=\"spip\">LA POSIZIONE DEL MOBBER<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In circa l\u201988% dei casi \u00e8 coinvolto un mobber in una posizione superiore a quella della vittima, fra questi in circa il 58% dei casi il mobber \u00e8 il capo che agisce da solo, mentre nel restante 30% il capo \u00e8 coadiuvato nel Mobbing dai colleghi della vittima. Solo il 10% sono i casi in cui il mobber era costituito dai colleghi. Dunque, la presenza di una persona di grado superiore nel Mobbing sembra una circostanza diffusa. Tuttavia, il ruolo del capo pu\u00f2 essere di due tipi:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u2022 il capo pu\u00f2 essere il promotore del Mobbing, che quindi comincia per sua iniziativa e coinvolge i colleghi che lo assecondano o lo aiutano sperando in una qualche forma di gratificazione o semplicemente per amore del quieto vivere (sono molto rari infatti i casi in cui un collega prende le difese di una vittima di Mobbing, mettendosi cos\u00ec apertamente contro il capo);<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u2022 il capo pu\u00f2 tollerare il Mobbing dei colleghi, permetterlo o addirittura favorirlo: un collega mobber ha sempre bisogno di una sorta di \u201cpermesso\u201d da parte del capo a mobbizzare qualcuno<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sia nel primo che nel secondo caso la persona in posizione superiore svolge un ruolo \u201cchiave\u201d per la sopravvivenza ed il progresso del Mobbing. Un tipo di mobber quantitativamente quasi irrelavante (2%) \u00e8 invece il mobber che si trova in posizione inferiore a quella della vittima. Possiamo quindi pensare che in Italia esista sul posto di lavoro un certo tipo di gerarchia che tende ad essere rispettata al punto che il Mobbing dall\u2019alto \u00e8 quasi giustificato dal maggiore potere e autorit\u00e0; dall\u2019altra parte insubordinazioni tali da causare il Mobbing dal basso non sono tollerate. Questa sorta di \u201cregola\u201d sembra ben radicata in Italia: si tende infatti a parlare con un senso di rassegnazione ed inevitabilit\u00e0 riguardo ai possibili problemi di relazione sul lavoro: in pratica sembra che un superiore abbia il diritto di esercitare la sua autorit\u00e0 anche quando non \u00e8 strettamente necessario e legittimo e che al sottoposto non resta altro da fare se non adattarsi alla situazione. Molte persone sono letteralmente abituate a subire pressioni psicologiche anche molto forti dai loro capi, e tuttavia non pensano minamente che ci\u00f2 pu\u00f2 essere dannoso e che non \u00e8 comunque legittimo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.proteo.rdbcub.it\/spi\/pi\/2000-2__036a.gif\" alt=\"\" width=\"441\" height=\"128\" align=\"top\" border=\"0\" hspace=\"6\" vspace=\"6\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.proteo.rdbcub.it\/spi\/pi\/2000-2__037.gif\" alt=\"\" width=\"441\" height=\"124\" align=\"top\" border=\"0\" hspace=\"6\" vspace=\"6\"><\/p>\n<p class=\"spip\">IL SESSO DEL MOBBER E DELLA VITTIMA<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I mobber preferiscono attaccare una vittima del loro stesso sesso: due mobber uomini su tre se la prendono con una vittima uomo, mentre ben 13 mobber donne su 14 mobbizzano una donna. Gli uomini inoltre sono tendenzialmente pi\u00f9 mobber delle donne e non disdegnano per\u00f2 nemmeno una vittima donna: circa un terzo di mobber maschili scelgono una vittima femminile. In questi casi \u00e8 ragionevole pensare che entri in gioco il fattore delle molestie sessuali, che possono configurarsi spesso come Mobbing a sfondo sessuale. Le donne invece tendono a mobbizzare quasi esclusivamente altre donne. Ci\u00f2 potrebbe essere correlato al fatto che statisticamente ci sono pi\u00f9 uomini nei ruoli responsabili, e quindi pi\u00f9 difficili da mobbizzare, ma anche al fatto che nei confronti di un\u2019altra donna possono subentrare pi\u00f9 facilmente invidie e gelosie.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.proteo.rdbcub.it\/spi\/pi\/2000-2__037a.gif\" alt=\"\" width=\"442\" height=\"79\" align=\"top\" border=\"0\" hspace=\"6\" vspace=\"6\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.proteo.rdbcub.it\/spi\/pi\/2000-2__038.gif\" alt=\"\" width=\"269\" height=\"205\" align=\"top\" border=\"1\" hspace=\"6\" vspace=\"6\"><\/p>\n<p class=\"spip\">IL NUMERO DEI MOBBER<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Esiste una forte tendenza da parte dei mobber a costituirsi in un piccolo gruppo di attacco: la maggioranza dei mobber dunque non ha il coraggio di agire da solo, per cui si cerca alleati e complici. Quasi la met\u00e0 (il 45,5%) delle vittime infatti sono mobbizzate da un gruppo composto da 2\/4 persone, e in circa un caso su quattro (ca. 26,2%) il gruppo di mobber era costituito da pi\u00f9 di 4 persone. Il gruppo ristretto di mobber (2\/ 4 persone) \u00e8 di solito composto da colleghi-amici che si sentono disturbati in qualche modo dalla vittima, oppure che uno di loro si senta minacciato e che abbia ottenuto la solidariet\u00e0 degli altri nella sua azione. Nei casi di mobber pi\u00f9 numerosi, cio\u00e8 di gruppi di mobber composti da pi\u00f9 di 4 persone, invece, si pu\u00f2 pensare che il motivo del Mobbing sia stato individuato all\u2019interno della vittima: in genere in effetti il mobbizzato in questione ha qualcosa di diverso, che lo pone su di un altro piano rispetto agli altri (qualche idea particolare, o un titolo di studio, il gusto del suo abbigliamento, il suo carattere, la sua provenienza, etc). In netta minoranza rispetto agli altri casi sono invece le situazioni che vedono un unico mobber agire in modo autonomo (ca. 19,9%). La scarsa incidenza di questo mobber solitario \u00e8 sicuramente dovuta al fatto che molti mobber cercano e ottengono in vari modi l\u2019aiuto e la collaborazione di altri colleghi, diventando agli occhi della vittima, parte di un gruppo di aggressori. Ancora pi\u00f9 raro \u00e8 il caso in cui tutto il reparto o il gruppo di lavoro risulti coalizzato contro la vittima (ca. 8,3%). Queste situazioni vedono di solito il mobbizzato ricoprire il ruolo del capro espiatorio, cio\u00e8 della vittima sacrificale su cui vengono fatte ricadere tutte le mancanze dell\u2019ufficio o del reparto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<h3 class=\"spip\">BibliografiA<\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Beckers, Christine\/Mertz, Hanne (1998):<\/b><i> Mobbing-Opfer sind nicht wehrlos, Friburgo, Herder<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Brinkmann, Ralf D. (1995):<\/b><i> Mobbing, Bullying, Bossing. Treibjagd am Arbeitsplatz, Heidelberg, Sauer-Verlag<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Ege, Harald (1996):<\/b><i> Mobbing &#8211; che cos\u2019\u00e8 il terrore psicologico sul posto di lavoro, Bologna, Pitagora<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Ege, Harald (1997):<\/b><i> Il Mobbing in Italia &#8211; Introduzione al Mobbing culturale, Bologna, Pitagora<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Ege, Harald e Lancioni, Maurizio (1998):<\/b><i> Stress e Mobbing, Bologna, Pitagora<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Ege, Harald (1998):<\/b><i> I numeri del Mobbing, Bologna, Pitagora<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Esser, Axel\/Wolmerath, Martin (1997):<\/b><i> Mobbing &#8211; Der Ratgeber f\u00fcr Betroffene und ihre Interessenvertretung, Colonia, Bund<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Leymann, Heinz (1993):<\/b><i> Mobbing. Psychoterror am Arbeitsplatz und wie man sich dagegen wehren kann, Reinbek, Rowohlt<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Sch\u00fcpbach, Karin\/torre, rossella (1996):<\/b><i> Mobbing: Verstehen &#8211; \u00dcberwinden &#8211; Vermeiden, Zurigo, Kaufm\u00e4nnischer Verband<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Spaltro, Enzo (1993):<\/b><i> Soggettivit\u00e0 &#8211; psicologia del lavoro, Bologna, Patron<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Spaltro, Enzo (1996):<\/b><i> Il buon lavoro, Roma, Edizioni Lavoro<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Walter, Henry (1993):<\/b><i> Mobbing: Kleinkrieg am Arbeitsplatz, Francoforte e New York, Campus<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Zuschlag, Berndt (1994):<\/b><i> Mobbing &#8211; Schikane am Arbeitsplatz, G\u00f6ttingen, Verlag f\u00fcr Angewandte Psychologie<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la parola Mobbing si intende una forma di terrore psicologico sul posto di lavoro, esercitata attraverso comportamenti aggressivi e<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[52],"tags":[63,62],"class_list":["post-500","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-scienza","tag-lavoro","tag-psicologia"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p96fY4-84","jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/500","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=500"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/500\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":595,"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/500\/revisions\/595"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=500"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=500"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=500"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}