{"id":39,"date":"2014-08-16T13:39:52","date_gmt":"2014-08-16T11:39:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.funmagazine.it\/?p=39"},"modified":"2016-10-16T01:24:02","modified_gmt":"2016-10-15T23:24:02","slug":"lesperimento-di-facebook-ecco-cosa-accade-se-metti-mi-piace-a-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.funmagazine.it\/?p=39","title":{"rendered":"Cosa accade se si clicca &#8220;Mi Piace&#8221; a tutto ci\u00f2 che \u00e8 pubblicato su Facebook"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019esperimento consisteva nel mettere mi piace a qualunque contenuto Facebook pubblicasse sulla propria bacheca per un totale di 48 ore di fila.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nPensate solo per un attimo a cosa significa collegarsi a Facebook e senza sosta, senza una logica, per qualunque post, video, commento, articolo, pagina, che vi si presenti nella vostra bacheca dovrete cliccare mi piace sempre e comunque, per 48 ore continuate.<\/p>\n<p>Uno dei redattori della rivista Wired, Matt Hanon ha effettuato quest&#8217;esperimento sul proprio profilo di Facebook.<br \/>\nLa prima cosa notata \u00e8 che\u00a0 quando si preme mi piace su un articolo, una pagina, o un qualsiasi altro contenuto, Facebook presenta immediatamente altri quattro\u00a0 contenuti, che sono in qualche maniera correlati a quello su cui si \u00e8 appena espresso il proprio apprezzamento.<br \/>\nPer completezza di esperimento si \u00e8 proceduto a cliccare mi piace anche su questi 4 nuovi articoli presentati da Facebook.<\/p>\n<p>L&#8217;idea alla base dell&#8217;esperimento era verificare come avrebbe reagito l&#8217;algoritmo di Facebook che propone appunto nuovi contenuti in funzione della rilevanza e del peso dei singoli contenuti su cui si \u00e8 appena cliccato \u201cmi piace\u201d.<\/p>\n<p>Dopo ventiquattr&#8217;ore collegandosi a Facebook da un dispositivo mobile ci si \u00e8 subito accorti che l&#8217;unico tipo di contributi proposti dalla piattaforma social network erano di tipo pubblicitario; non vi erano pi\u00f9 post inseriti da utenti. Mentre collegandosi da un computer fisso la maggior parte di post era di tipo aziendale, in netta superiorit\u00e0 rispetto a quelli di tipo umano, del cui tipo comunque apparivano ancora pochi post degli amici del redattore.<\/p>\n<p>Da questo si \u00e8 subito dedotto che Facebook ritiene molto pi\u00f9 fruttuoso proporre contenuti, come spot pubblicitari, o annunci di inserzionisti a pagamento, sulle piattaforme e sui dispositivi personali, come smartphone, mentre su piattaforme desktop \u00e8 stata comunque verificata la caratteristica di permanere di qualche post inserito dagli amici.<\/p>\n<p>L&#8217;utente si sente cos\u00ec circondato da una specie di &#8220;io quotidiano&#8221;, ovvero un eco elettronica di convinzioni, fatta da un giornale, o un agenda, da lui stesso creata in cui per\u00f2 non sono presenti mai altre opinioni, se non quelle delle correnti di pensiero su cui ha espresso \u201cmi piace\u201d anche se solo per una volta, manifestando il proprio apprezzamento.<\/p>\n<p>L&#8217;effetto dell&#8217;algoritmo EdgeRank di Facebook \u00e8 realmente opposto a quello che magari l&#8217;utente si aspetta. Infatti dopo poco non riuscir\u00e0 pi\u00f9 a venire a conoscenza di altre opinioni espresse dai propri amici, o pubblicamente sul social network, perch\u00e9 ritaglier\u00e0 su misura le notizie che appaiono, aggregando i contenuti sempre e solo secondo le tipologie di scelte gi\u00e0 effettuate.<\/p>\n<p>\u00c8 decisamente un meccanismo subdolo, perch\u00e9 l&#8217;utente si sentir\u00e0 sempre ideologicamente al sicuro, semplicemente perch\u00e9 punti di vista contrastanti con il proprio non gli saranno mai presentati, cos\u00ec egli non si sentir\u00e0 mai contraddetto o messo in discussione, sentendosi protetto ed in un ambiente virtuale che gli risulta congeniale.<\/p>\n<p>Personalmente vi consiglio di prendere con le pinze tutte quelle notizie che si leggono in giro, seppure dette da esimi professori di informatica, famosi giornalisti, o sociologi, che ritengono Facebook utilissimo strumento di informazione.<\/p>\n<p>In effetti quest&#8217;esperimento conferma soltanto che il prodotto di Mark Zuckerberg propone si pi\u00f9 contenuti, a livello di numero, ma questo non significa che informi di pi\u00f9 i giovani, o gli adulti\u2026<br \/>\nL\u2019informazione esprime sicuramente un concetto di qualit\u00e0, prima che di quantit\u00e0.<br \/>\nPer cui vi \u00e8 un altissimo rischio che Facebook sedimenti idee e concetti precostituiti, cos\u00ec da alimentare per un utente il senso di appartenenza ad un gruppo, che la pensa come lui, ma alimenta nel contempo l&#8217;odio nei confronti di coloro che non appartengono a quella suo stessa visione.<\/p>\n<p>Bisogna pertanto, ob torto collo, accettare che consegnare la propria conoscenza nelle mani di un automa, di un algoritmo, di un software, di un social network significa che non saremo pi\u00f9 padroni n\u00e9 noi, n\u00e9 i giornalisti\u00a0 che propongono le notizie nella rete di scegliere cosa leggere o non leggere quotidianamente.<br \/>\nLa forza dell&#8217;informazione sar\u00e0 nelle mani di chi quali algoritmi li ha programmati e li possiede.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019esperimento consisteva nel mettere mi piace a qualunque contenuto Facebook pubblicasse sulla propria bacheca per un totale di 48 ore<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-39","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-internet"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p96fY4-D","jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":375,"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39\/revisions\/375"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.funmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}